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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Lasciati indietro dal sistema educativo: il caso dei cervelli in fuga

Cari lettori, colgo l'occasione per condividere un interessante articolo pubblicato da Leggo. Il quotidiano riporta di un caso eclatante che purtroppo e' solo l'ultimo in ordine di tempo e che rappresenta la punta dell’iceberg di un fenomeno che va necessariamente valutato, direi in parole più' semplici preso "di petto".

Il sistema educativo italiano è spesso criticato per la sua inefficienza, la sua rigidità e la sua scarsa capacità di valorizzare i talenti e le potenzialità dei giovani. Molti studenti si sentono frustrati, demotivati e privi di opportunità di crescita personale e professionale. Alcuni di loro decidono di abbandonare gli studi, altri di proseguire all'estero, in cerca di condizioni migliori.

Un esempio emblematico di questo fenomeno è quello dei cervelli in fuga, ovvero dei laureati e dei ricercatori che lasciano l’Italia per lavorare in Paesi più avanzati e competitivi nel campo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione. Secondo il Referto sul sistema universitario 2021 della Corte dei Conti, tra il 2008 e il 2020 sono ufficialmente espatriati dall'Italia 355mila giovani tra 25-34 anni e circa 96mila coetanei sono rimpatriati.

Tra le cause principali di questa emorragia di risorse umane di alto valore ci sono le difficoltà di accesso e di permanenza nel mercato del lavoro, la precarietà e la bassa remunerazione delle carriere accademiche, la scarsa qualità e la limitata disponibilità dei finanziamenti alla ricerca, la mancanza di incentivi e di riconoscimento del merito, la burocrazia e la rigidità delle strutture universitarie.

Un caso esemplare è quello di Giacomo Gorini, un virologo di 35 anni che ha lavorato in prestigiose università come Cambridge, Harvard e Oxford, sui vaccini Covid, e che ha collaborato con Anthony Fauci per il governo americano. Gorini è uno dei tanti ex studenti del professor Roberto Burioni, noto virologo e divulgatore, che ha fatto scalpore per aver bocciato 398 studenti (su 408) alla facoltà di Medicina del San Raffaele di Milano.

Gorini ha raccontato al Corriere della Sera il suo rapporto con Burioni, che lo ha bocciato anche lui al pre-test di virologia, ma che lo ha anche ispirato e motivato a seguire la sua passione per la materia. Gorini ha elogiato Burioni per il suo magnetismo, la sua passione e la sua capacità di spiegare concetti complicati con esempi semplici. Tuttavia, ha anche ammesso che l’Italia non è un Paese accogliente per i giovani e per i ricercatori, e che per questo ha preferito andare all'estero.

La fuga di cervelli dall'Italia è un problema grave, che impoverisce il nostro tessuto sociale e culturale, e che compromette il nostro sviluppo economico e la nostra competitività internazionale. Per contrastare questo fenomeno, è necessario intervenire su diversi fronti, tra cui:

  • Riformare il sistema educativo, rendendolo più flessibile, inclusivo, orientato al mercato del lavoro e al merito, e in grado di offrire opportunità di formazione continua e di aggiornamento professionale.
  • Aumentare i finanziamenti alla ricerca, sia pubblica che privata, e garantire una maggiore trasparenza, efficienza e qualità nella loro gestione e nella loro valutazione.
  • Valorizzare le carriere accademiche, offrendo contratti stabili, salari adeguati, incentivi alla mobilità e al rientro, e riconoscimento del prestigio e dell’impatto delle pubblicazioni e dei progetti.
  • Favorire la collaborazione tra università, imprese, enti di ricerca e istituzioni, creando reti, sinergie e opportunità di trasferimento tecnologico e di innovazione.
  • Sostenere i giovani talenti, offrendo loro borse di studio, prestiti d’onore, agevolazioni fiscali, servizi di orientamento e di tutoraggio, e facilitando il loro accesso al credito, all'impresa e alla casa.

Queste sono solo alcune delle possibili azioni che le autorità dovrebbero intraprendere per trattenere e attrarre i cervelli in fuga, e per far sì che l’Italia non sia lasciata indietro e che torni ad essere un Paese leader nella scienza, nella tecnologia e nell'innovazione. 

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