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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

L’Inevitabile Deterioramento dell’Essere Lasciati Indietro

L’Inevitabile Deterioramento dell’Essere Lasciati Indietro
Nella vita, ci sono momenti in cui ci sentiamo come se fossimo stati lasciati indietro. Questi momenti possono essere paragonati a un oggetto che, una volta nuovo e splendente, ora giace dimenticato e in stato deteriore. Il termine “deteriore”, che deriva dal latino deterior, significa “peggiore” o “di qualità inferiore”. È un aggettivo che descrive qualcosa che ha perso il suo valore originale, che è diventato meno buono di quanto era una volta.

Nel contesto umano, l’essere lasciati indietro può portare a un senso di deterioramento interiore. Come un manufatto che perde il suo lustro, così la nostra autostima può scivolare in uno stato deteriore quando ci confrontiamo con gli altri che sembrano avanzare più rapidamente di noi. Questo confronto può essere dannoso, poiché ogni persona segue un percorso unico e incomparabile.

Tuttavia, è importante ricordare che l’essere lasciati indietro non è un segno di fallimento definitivo. Al contrario, come è accaduto a me e  come racconto nel mio romanzo autobiografico, può essere un’opportunità per riflettere sul nostro viaggio personale e riconoscere che ogni esperienza, anche quelle deteriore, fa parte della nostra crescita. Invece di lasciare che il senso di inferiorità ci consumi, possiamo utilizzarlo come un catalizzatore per il cambiamento e l’auto-miglioramento. Io ho usato questa forza per scrivere un libro ed altri seguiranno.

Invitiamo i nostri lettori a scoprire Lasciato Indietro”, un tributo alla forza insita nella resilienza di fronte all’avversità. Un’opera che celebra la capacità umana di superare gli ostacoli e di emergere più forti, nonostante le circostanze deteriore della vita.

In conclusione, mentre il termine “deteriore” può evocare immagini di declino e negatività, può anche servire come un promemoria che la vita è un continuo processo di evoluzione. Non dobbiamo temere di essere lasciati indietro, ma piuttosto abbracciare ogni fase del nostro sviluppo, sapendo che anche dallo stato più deteriore possiamo risorgere e brillare di nuovo.

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