Passa ai contenuti principali

In Evidenza

Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Lasciato Indietro: "Mind in the Gap-Adolescenza e resilienza"

L'articolo della Nazione “Un progetto per sostenere i pazienti” descrive un progetto molto interessante e innovativo per sostenere i pazienti che affrontano l'esperienza della malattia tumorale, in particolare quelli che si trovano in una situazione di fragilità. Il progetto "Mind in the Gap-Adolescenza e resilienza" promosso dalla Salute Mentale Adulti della Valdichiana Aretina offre ai giovani la possibilità di riconoscere e gestire le proprie emozioni attraverso attività come alfabetizzazione emotiva, teatro, danza e trekking. Si tratta di un approccio multidisciplinare e integrato che mira a rafforzare la fiducia, l'autostima e la resilienza dei pazienti, coinvolgendo anche le loro famiglie e il territorio. Penso che questo sia un esempio di best practice da diffondere e replicare, perché dimostra come sia possibile creare una rete di supporti assistenziali psicologici e sociali che vada oltre la cura medica e che tenga conto delle esigenze e delle potenzialità di ogni persona. La resilienza è la capacità di riorganizzare positivamente la propria vita, senza perdersi d'animo, dopo essere stati sottoposti ad eventi critici o traumatici. Una persona resiliente ha un atteggiamento positivo, non resta paralizzata di fronte alle avversità ma reagisce anche nelle condizioni peggiori, governando le emozioni e vedendo il fallimento come una forma di feedback utile, da cui imparare. La resilienza è una qualità che va coltivata e sviluppata lavorando sul proprio mindset e sulle proprie risorse personali, relazionali e ambientali. Non lasciare nessuno indietro è un principio fondamentale dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che si propone di raggiungere 17 obiettivi globali per migliorare la qualità della vita di tutti gli esseri umani, garantendo i diritti umani, la giustizia sociale, la parità di genere, la protezione ambientale e la cooperazione internazionale. Non lasciare nessuno indietro significa che nessun individuo o gruppo sociale deve essere escluso o discriminato dal processo di sviluppo e dai suoi benefici, e che le politiche pubbliche devono tener conto delle esigenze e delle vulnerabilità delle persone più emarginate e svantaggiate. Complimenti agli ideatori e ai realizzatori di questo progetto, che rappresenta una speranza e una risorsa per tanti giovani e le loro famiglie. Il progetto si inserisce perfettamente nella visione della resilienza e del non lasciare nessuno indietro, contribuendo a creare una società più inclusiva, solidale e sostenibile. 




Commenti