Passa ai contenuti principali

In Evidenza

Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Lasciato Indietro: Intelligenza Artificiale, rischio o opportunità? Il futuro è nelle nostre mani!

lasciato indietro intelligenza artificiale
L
’intelligenza artificiale (IA) è una delle tecnologie più innovative e "disruptive" del nostro tempo, capace di trasformare radicalmente il mondo del lavoro e della società. Ma quali sono le sfide e le opportunità che l’IA comporta per i lavoratori, le imprese e le istituzioni? Come si può garantire una transizione equa e inclusiva verso un’economia digitale e sostenibile? Come può non Lasciare Indietro nessuno? 
Un recente articolo pubblicato da il Tempo riporta che uno studio dei Centres for European Policy Network (CEP), think tank con sedi in Germania, Francia e Italia, ha analizzato gli effetti dell’IA sul mercato del lavoro, evidenziando i rischi e le potenzialità di questa rivoluzione tecnologica. Secondo lo studio, l’IA generativa, ovvero quella capace di creare contenuti originali e autonomi, distruggerà in modo irreversibile interi profili professionali, soprattutto quelli con una buona formazione, come manager, consulenti, avvocati e specialisti di marketing. Circa 20 milioni di lavoratori nell’UE perderebbero il posto di lavoro a breve termine, con conseguenti disordini sociali, se non si prendono rapidamente delle precauzioni, vista la velocità di sviluppo dell’IA. 
Per evitare questo scenario, i ricercatori del CEP propongono di adattare i sistemi di sicurezza sociale e di promuovere nuovi modelli di welfare, basati su una nuova concettualizzazione dell’idea di reddito di base, come misura collettiva di condivisione dei rischi e di sostegno alla transizione. Inoltre, suggeriscono di rafforzare il crescente gruppo di lavoratori dei dati, che svolgono attività di raccolta, analisi e interpretazione dei dati generati dall’IA, e di incentivare l’apprendimento permanente, per acquisire nuove competenze e adattarsi ai cambiamenti del mercato. 
L’IA, infatti, non solo distrugge, ma anche crea nuove opportunità di lavoro, soprattutto in settori che richiedono empatia, creatività e interazione umana, come l’assistenza, l’educazione e l’intrattenimento. L’IA può anche migliorare la qualità e l’efficienza del lavoro, facilitando la collaborazione, l’innovazione e la personalizzazione dei servizi. L’IA può inoltre contribuire a risolvere i grandi problemi globali, come il cambiamento climatico, la povertà e la salute, grazie alla sua capacità di elaborare enormi quantità di informazioni e di generare soluzioni ottimali.
Per sfruttare al meglio il potenziale dell’IA, però, è necessario affrontare anche le sfide che essa pone in termini di sicurezza, etica e governance. L’IA, infatti, può essere usata per scopi malevoli, come la manipolazione, la sorveglianza, la guerra e il terrorismo, mettendo a rischio la democrazia, i diritti umani e la pace. L’IA, come descrivo nel libro "Lasciato Indietro" può anche generare discriminazioni, disuguaglianze e polarizzazioni, se non è basata su principi di trasparenza, responsabilità e giustizia. L’IA può infine sfidare la nostra identità, la nostra autonomia e la nostra dignità, se non rispetta i nostri valori, le nostre preferenze e i nostri obiettivi.
Per questo, è fondamentale sviluppare un quadro normativo e regolatorio che garantisca il rispetto dei diritti fondamentali, la protezione dei dati personali, la sicurezza dei sistemi e la responsabilità degli attori coinvolti. È altrettanto importante promuovere un dialogo multistakeholder e una partecipazione attiva della società civile, per definire le priorità, i criteri e le finalità dell’uso dell’IA. È infine essenziale educare e sensibilizzare i cittadini, i consumatori e i lavoratori, per renderli consapevoli dei benefici e dei rischi dell’IA, e per sviluppare una cultura digitale e critica.
L’intelligenza artificiale cambia le regole del gioco, ma non è un destino ineluttabile. Dipende da noi non farci lasciare indietro, come la vogliamo usare, per quale scopo e con quali conseguenze.
Il futuro è nelle nostre mani!

Commenti