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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Lasciati indietro, ma mai sconfitti: la rinascita inizia da qui

Ogni ferita racconta una storia, ma sta a noi decidere il finale.

Ci sono momenti in cui ti guardi allo specchio e non riconosci più chi sei. Non perché hai dimenticato, ma perché il dolore ha cambiato ogni cosa. Sei stato "lasciato indietro", ferito, spezzato. In quegli istanti, ti chiedi se sei una vittima. Ma c'è un punto, un istante preciso in cui smetti di essere solo quello che hai subito.

Volendo analizzare una citazione famosa, Goethe scrive: “Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.” Ecco il cuore pulsante di ogni sopravvissuto. Non si tratta di non cadere. Nessuno esce indenne dalla vita. Si tratta di rialzarsi, sporchi di polvere e di lacrime, e scegliere di andare avanti.

In Lasciato Indietro, lo trovi on line ed in librerianon ho narrato solo una sofferenza, ma una rinascita. Quando tutto sembrava perduto, ho scoperto che c'era ancora una strada davanti a me. In quei giorni, la domanda più dura non è stata "Perché è successo?", ma "Che cosa farò adesso?". E la risposta è stata semplice, per quanto difficile da realizzare: vivere.

La vita non aspetta che tu sia pronto. Ti investe con la sua forza, ti lascia a terra, e poi, lentamente, ti invita a rialzarti. Essere una vittima è naturale, all'inizio. È umano soffrire, sentirsi sconfitti. Ma restare vittima è una scelta. E io ho scelto di non fermarmi.

Se hai mai sentito di essere stato lasciato indietro, se ti sei mai trovato a raccogliere i pezzi di un cuore infranto, sappi che non sei solo. Ogni ferita, ogni cicatrice, è un segno di battaglia, certo, ma anche di sopravvivenza. Il dolore può essere trasformato in forza. La sofferenza in una nuova possibilità.

E così, giorno dopo giorno, passo dopo passo, non ho più camminato come vittima, ma come uomo. Ho imparato a respirare di nuovo, a sorridere senza sentire un peso sul petto. Non sono tornato quello che ero. Sono diventato qualcosa di nuovo.

La vera forza non è in chi non ha mai conosciuto la caduta, ma in chi ha il coraggio di rialzarsi, di scrivere nuove pagine quando la storia sembrava finita. 

Il mio racconto autobiografico, Lasciato Indietro è questo: un inno alla resilienza, un promemoria che, anche quando tutto sembra perduto, possiamo sempre rinascere.

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