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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Trump in netto vantaggio: Cosa significherebbe il suo ritorno alla Casa Bianca per chi si sente lasciato indietro?

La possibile rielezione di Trump e il suo impatto su una società già polarizzata.

Con Trump dato al 95% come probabile prossimo presidente, molti si chiedono cosa potrebbe significare per chi vive con la sensazione di essere stato "Lasciato Indietro (https://amzn.to/4eipzWh)." La sua politica, spesso orientata a favore delle grandi imprese e dei più benestanti, rischia di aumentare divisioni e disuguaglianze. Durante la sua presidenza, misure fiscali a vantaggio delle corporation e tagli ai servizi pubblici hanno reso il divario tra classi ancora più evidente. 

Se rieletto, Trump potrebbe riportare gli Stati Uniti a un modello economico che premia la crescita superficiale, trascurando le difficoltà di chi fatica a trovare lavoro stabile o a mantenere una sicurezza economica. Gli effetti di una tale politica, combinata con un isolamento sul piano internazionale, rischiano di mettere in difficoltà proprio chi si trova ai margini, tagliando le gambe a una crescita davvero inclusiva e sostenibile.

Il ritorno di Trump potrebbe consolidare una linea economica e sociale che guarda più ai numeri che alle persone, lasciando chi è in difficoltà sempre più ai margini. Le sue politiche favoriscono i grandi capitali, creando un circolo vizioso che lascia molti senza le risorse necessarie per superare le proprie difficoltà.

Il senso di abbandono per molti americani rischia di aumentare, poiché le promesse di aiuto alla "classe lavoratrice" potrebbero rimanere parole vuote. La vera sfida sarà trovare una politica che includa tutti, non solo chi già beneficia del sistema.  

Oggi, il "mondo lasciato indietro" non è solo una realtà vissuta da singoli o piccole comunità, ma un fenomeno sociale globale, che si radica nelle scelte politiche, economiche e culturali delle nazioni. Parliamo di un mondo che, anziché avanzare insieme, si frammenta e perde l'opportunità di un progresso condiviso. Ma cosa significa esattamente essere lasciati indietro oggi? E quali sono le cause di questo ritardo collettivo?

Quando i leader scelgono di mettere il proprio Paese davanti a tutto, sacrificando la collaborazione con altre nazioni, lasciano indietro l'idea stessa di un mondo unito. Questa visione si traduce in una politica internazionale volta alla competizione, dove ogni nazione combatte per sé, spesso ignorando le sfide comuni come il cambiamento climatico, le crisi sanitarie e la disuguaglianza economica. Questo tipo di leadership, anziché costruire, divide, e il prezzo è pagato dalle persone comuni che vedono ridursi le possibilità di una vita dignitosa.

L'economia globale, che dovrebbe essere una forza di crescita per tutti, sembra riservare i benefici a una cerchia ristretta di persone e Paesi, lasciando fuori le nazioni meno fortunate. Questo fenomeno è visibile nella disparità di accesso alla tecnologia, nella disoccupazione che affligge le nuove generazioni e nella mancanza di politiche per una crescita sostenibile. Gli individui, soprattutto i giovani, sentono di vivere in un sistema che li abbandona e che non dà loro strumenti per progredire. Così, intere comunità si trovano bloccate in un presente che non evolve.

In un’epoca in cui il digitale apre le porte al futuro, milioni di persone non hanno accesso a internet, né ai dispositivi essenziali per partecipare alla società moderna. Questa disuguaglianza digitale non è solo un problema di connessione, ma una vera e propria barriera al progresso. Senza la possibilità di accedere a informazioni, risorse educative e opportunità professionali, queste persone sono tagliate fuori dal mondo, relegandole in un presente che non si evolve. Il digitale, che potrebbe essere il ponte verso una società più equa, diventa invece un altro strumento di esclusione.

In un "mondo lasciato indietro", i rapporti tra i Paesi cambiano. I confini si fanno più rigidi, le alleanze si indeboliscono, e cresce il rischio di nuovi conflitti. Invece di vedere i vicini come partner, aumentano le tensioni e il desiderio di autonomia a ogni costo. Così, la pace e la stabilità internazionale diventano sempre più fragili, mettendo in pericolo non solo le singole nazioni ma il mondo intero.

Il fenomeno del “mondo lasciato indietro” è più che mai reale e lo si percepisce ovunque: nelle disuguaglianze, nelle scelte politiche e nelle vite delle persone comuni. Ma non è una condizione definitiva. Riconoscere questo problema è il primo passo per cambiare, per riscoprire l'importanza di un mondo unito, dove la cooperazione è l'unica strada verso un futuro migliore.

Leggere il mio racconto "Lasciato Indietro" può aiutare a capire meglio come anche le piccole scelte individuali contribuiscano a costruire, o a frenare, questo fenomeno globale. Non è un semplice saggio di denuncia, ma uno sguardo lucido su cosa significa non essere soli in questo viaggio.

"Una nazione non può prosperare senza prendersi cura delle sue parti più deboli." — Anonimo

All’America e ai suoi cittadini, l'augurio di ritrovare unità e speranza, guidando con saggezza un futuro di pace e solidarietà per il bene comune. Che le differenze si trasformino in forza, e che ogni passo sia rivolto verso un mondo più giusto e unito.

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