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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Le radici della società anomica 1 di 3.

Come siamo arrivati a una società senza regole condivise?  

Il termine anomia si radica nel pensiero del sociologo Émile Durkheim, che lo utilizzò per descrivere il collasso delle norme condivise in una società in crisi. Quando il tessuto sociale si sgretola, gli individui si trovano privi di punti di riferimento, perdendo il senso di appartenenza. 

L'anomia non è una novità: eventi storici come la Grande Depressione ci mostrano quanto profonde trasformazioni possano generare caos e disorientamento. In quei momenti, i legami comunitari si spezzano, lasciando spazio all’individualismo e a un senso diffuso di frammentazione.  

Nel presente, stiamo assistendo a dinamiche simili. La pandemia di COVID-19 ha messo in luce la fragilità del nostro sistema sociale, amplificando l’isolamento e smantellando certezze apparentemente incrollabili. Di fronte a questa crisi, molti si sono trovati privi di una direzione comune. In assenza di norme collettive, le tensioni aumentano, i conflitti si intensificano, e il senso di solitudine cresce.  

Tuttavia, l’anomia non è solo un problema collettivo: colpisce profondamente l’individuo. Quando il sistema non offre più una guida morale, le persone spesso cercano soluzioni dentro sé stesse. Questo, se da un lato può rappresentare un'opportunità di introspezione, dall'altro rischia di accentuare ulteriormente il distacco sociale. Il bisogno di appartenenza non è mai stato così evidente, e la difficoltà di trovarlo riflette una crisi più ampia delle istituzioni e delle norme condivise.  

La vera sfida è trovare un modo per affrontare l’anomia, trasformandola in un’occasione per ricostruire legami solidi. Le regole tradizionali potrebbero non funzionare più, ma ciò non significa che non possiamo immaginare nuove modalità per ritrovare coesione. Questo processo richiede un ripensamento delle basi che ci uniscono come individui e come comunità, per affrontare il futuro con maggiore solidità.  

"Quando la società smette di indicare la strada, è il momento per ognuno di noi di unirsi e tracciare insieme un nuovo percorso. Solo collaborando possiamo superare l’isolamento e garantire che nessuno venga mai più lasciato indietro." #MaiPiùLasciatiIndietro.

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