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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Aspetta ancora un po’ e vivi il momento

Ogni attimo conta, e a volte basta fermarsi un momento per dare più valore alla nostra vita e a chi amiamo.

Al mattino ci alziamo di fretta, pronti per affrontare la giornata. Ci affrettiamo tra gli impegni, sempre con un occhio all’orologio, come se la vita fosse una maratona da vincere. Così ci ritroviamo a correre da giovanissimi, impazienti di crescere, di finire gli studi, di arrivare a un lavoro stabile, poi una casa e infine la famiglia. Ma, passo dopo passo, ci sfugge il presente.


Allora, perché non fermarsi per un istante? Basta poco: il sorriso di una persona cara, una chiacchierata senza fretta, una passeggiata senza meta. In fondo, non dobbiamo andare lontano per trovare la felicità; spesso è già qui, davanti a noi, nascosta nei piccoli gesti che ignoriamo per troppa fretta.


La prossima volta che corriamo per raggiungere il “prossimo passo,” fermiamoci e chiediamoci: cosa mi sto perdendo? La vita non è un debito da saldare, ma un dono da godere, un’opportunità di lasciare una traccia positiva in chi ci sta accanto. E forse, rallentando, scopriremo che le persone che amiamo, come tua nonna, ci chiedono solo di restare ancora un po’, di donare loro qualche attimo in più, perché nessuno sa quanti momenti preziosi restano.


Questo post trasmette un invito a rallentare e vivere il momento, un messaggio positivo e universale che può toccare chiunque si senta intrappolato dalla routine. Come nel nostro racconto "Lasciato Indietro", il senso è quello di fare tesoro delle relazioni importanti e di creare ricordi che valgono più di qualsiasi traguardo materiale.


L’idea di trasformare la fretta in consapevolezza e di rivalutare il presente è un messaggio che si collega perfettamente alla riflessione sulla vita e sul valore dei legami, temi centrali nel tuo libro. L’approccio positivo rende il pensiero ispirazionale e accessibile, stimolando chi legge a riflettere senza sentirsi rimproverato.


“La vera ricchezza non è negli anni che viviamo, ma nei momenti che scegliamo di vivere appieno.”


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