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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

La Psicologia Positiva e il Dilemma del “Fare di Più con Meno”

La Psicologia Positiva e il Dilemma del “Fare di Più con Meno”

Nel mondo del lavoro contemporaneo, la pressione per "fare di più con meno" è diventata una costante, spingendo i dirigenti a cercare soluzioni che aumentino la produttività aziendale. Tuttavia, questa spinta, sebbene possa portare benefici per i dirigenti, spesso si trasforma in un peso per i dipendenti, generando non solo frustrazione, ma anche un livello significativo di stress. La discrepanza tra i vantaggi ottenuti dai dirigenti e il costo psicologico e emotivo sostenuto dai dipendenti può diventare ancora più evidente ed ingiusta. L'articolo su La Nuova Bussola Quotidiana evidenzia un'importante distinzione: la psicologia positiva, se interpretata in modo errato, potrebbe essere utilizzata come giustificazione per questa pressione eccessiva. Interpreto questa situazione come un rischio tangibile in un contesto aziendale. Quando la psicologia positiva viene fraintesa, si rischia di creare una cultura aziendale tossica che glorifica il sacrificio personale a vantaggio della produttività. Questo errore di interpretazione può avere conseguenze significative sui dipendenti, aumentando lo stress lavorativo e minando la loro salute mentale e fisica. È cruciale comprendere che il benessere dei dipendenti non può essere sacrificato sull'altare della redditività aziendale. Riflettendo sulle mie esperienze personali, delineate nel mio racconto autobiografico "Lasciato Indietro", riconosco l'importanza di trovare un equilibrio sostenibile tra lavoro e benessere personale. In questo contesto, invito i lettori a esplorare le sfide e le soluzioni che ho affrontato nel mio percorso. Ho cercato di trasmettere un messaggio chiaro: è possibile navigare in questo ambiente lavorativo in evoluzione senza compromettere il proprio benessere. Il mio invito alla lettura di "Lasciato Indietro" non è solo una promozione personale, ma un suggerimento per chiunque si trovi a confrontarsi con queste tematiche complesse. Nel mio libro, ho cercato di offrire non solo un'analisi dei problemi, ma anche soluzioni concrete e strategie per affrontarli, suggerimenti su come premiare i dipendenti. È un invito a una riflessione profonda e a una ricerca di equilibrio e armonia nel mondo del lavoro. In conclusione, è imperativo riconsiderare le priorità nell'ambiente lavorativo moderno. Proteggere il benessere dei dipendenti dovrebbe essere una priorità non negoziabile. Invito tutti a unirsi a me nel perseguire un ambiente lavorativo più equilibrato e umano, dove la produttività e il benessere vanno di pari passo.


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