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Resilienza psicologica, il ruolo delle storie

Resilienza psicologica: come funziona davvero e perché la lettura può diventare parte attiva del percorso di cura e consapevolezza. Ne parliamo con la psicologa clinica Sonia Buscemi Ci sono momenti in cui il cervello sembra prendere il comando e portarci lontano da noi stessi. Pensieri che si ripetono, paure che si accendono senza un motivo apparente, reazioni automatiche che non riconosciamo più come nostre. È come vivere in uno stato di allerta continua, anche quando il pericolo non c’è più. È da qui che nasce il dialogo con la dottoressa  Sonia Buscemi (buscemi.sonia@gmail.com),  psicologa clinica e docente. Riceve come libera professionista nel suo studio tra  Fiumicino e Ponte Galeria (RM) , dove accompagna bambini, adolescenti e genitori nei loro percorsi di crescita e consapevolezza. Con lei abbiamo parlato di traumi, difese mentali e del ruolo che le storie possono avere nel percorso di cura. Come reagisce il cervello quando viviamo un’esperienza traumatica? ...

Chi lavora per chi? Una riflessione sulla vita e su ciò che davvero conta

Oggi voglio condividere una storia che ho letto sui social. 

Un famoso uomo d’affari cinese, ricchissimo, è morto lasciando 1,9 miliardi di dollari in banca. Sua moglie, rimasta vedova, ha sposato il loro autista. La frase che quest’ultimo ha pronunciato durante il matrimonio è stata sorprendente: “Ho sempre pensato di lavorare per il mio capo. Solo ora mi rendo conto che era lui a lavorare per me.” 

Questa storia ci spinge a riflettere su quanto spesso dedichiamo tutta la nostra vita al lavoro, al denaro e agli oggetti materiali, dimenticandoci del presente e delle cose davvero essenziali.  

Pensaci: il 70% delle funzioni di un telefono non viene mai utilizzato. Se hai un’auto di lusso, gran parte della sua velocità e dei gadget restano inutilizzati. Gli spazi di una grande villa? Spesso rimangono vuoti. E i tuoi vestiti? Più della metà resta nel guardaroba senza mai essere indossata.  

Tutta una vita passata a guadagnare per poi scoprire che la maggior parte di ciò che possiedi non serve davvero. A chi finirà tutto quello che hai accumulato? Stai davvero vivendo per te stesso o per qualcun altro?  

Impariamo a valorizzare il nostro 30%. C’è una parte della nostra esistenza che vale la pena proteggere e sfruttare al massimo: quel 30% di tempo, energia e risorse che ci permette di vivere veramente.  

💡 Fai visite mediche regolari, anche quando ti senti bene. La prevenzione è il regalo più grande che puoi fare a te stesso.  

💡 Bevi acqua, anche se non hai sete. Mantieni il tuo corpo sano e idratato.  

💡 Impara a lasciar andare. Non tutto merita di essere combattuto, né tutto può essere controllato.  

💡 Dedica tempo a chi ami. Non aspettare domani per condividere un sorriso o una parola gentile.  

La vera ricchezza è vivere: Investire nella salute, nella serenità e nei rapporti autentici è la chiave per una vita piena e significativa. Non rimandare le cose che ti rendono felice. Cammina all’aria aperta, dormi a sufficienza, leggi un buon libro e dedica dieci minuti al giorno al silenzio.  

Lascia il passato alle spalle: Perdonare, lasciar andare le colpe e abbracciare il presente ti permette di vivere con leggerezza. Il risentimento e i rimpianti sono un peso inutile. Come scrivo in *Lasciato Indietro*, la vita ci offre sempre una possibilità di rinascere, ma sta a noi coglierla.  

"La vera ricchezza non è ciò che possiedi, ma ciò che vivi." Dai valore alle cose che contano davvero. La tua vita, il tuo tempo e il tuo amore sono il dono più prezioso che hai, e meritano di essere spesi con saggezza.  

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